Carissimi amici e sostenitori dele nostre missioni,
Quest'anno Roberto e Dario causa la guerra civile, in Costa d'Avorio e il blocco degli aeroporti, non sono potuti venire a visitare le nostre missioni.
Salvo la missione di Abidjan dove, causa la guerra civile, siamo state costrette a sospendere le attività, in tutte le altre missioni le nostre opere sono proseguite con impegno e profitto.
Ricordiamo in particolare:
- la missione di Kouvè con il suo centro sanitario, l'ospedale per i malati di AIDS, la maternità, la scuola materna e le varie iniziative per i bambini malnutriti.
- l'ospedale di Kongouanou per la cura delle piaghe di Burulì.
- le scuole materne, elementari e professionali di Ahepè.
- il centro sociale e il noviziato di Lomè.
- il foyer di Abidjan.
- le attività di ascolto e di supporto alle tante famiglie povere che si rivolgono alle nostre missioni.
- il centro Shalom per il sostegno delle bambine, ragazze e mamme di Yamoussoukrò.
- le scuole per bambini senza certificato di nascita e quindi esclusi all'accesso scolastico a Kongouanou.
Tutte queste iniziative, come sapete, sono amministrate da noi suore, ma gestite quotidianamente sul campo con grande competenza e abnegazione da circa 120 operatori locali che operano alle nostre dipendenze.
Io non so come ringraziarvi per l'importante ed irrinunciabile contributo che tutti voi state dando per il loro sostegno, per il sostegno delle cure del burulì e per la vita del noviziato (fondamentale investimento per il futuro della nostra congregazione e della nostra opera in Africa).
Spero veramente che riusciate a trovare la forza e le motivazioni profonde per continuare con costanza e generosità in questo impegno - nonostante il difficile momento economico che anche in Italia state vivendo - perchè il vostro aiuto è diventato linfa vitale per la nostra missione.
Ringrazio in particolare i tanti animatori parrocchiali che si spendono per mantenere o rafforzare i gruppi. Se viene a mancare un gruppo noi ci vediamo costrette a ridurre la forza lavoro nelle varie strutture. Perdere un maestro o un infermiere o un medico significa inevitabilmente chiudere la porta a decine di bambini o centinaia di ammalati.
Per questo a tutti voi che, con grande fedeltà continuate nel vostro impegno, va il nostro ringraziamento e quello delle migliaia di persone bisognose che, grazie a ciò, trovano ascolto, accoglienza e giustizia.
Siate certi del nostro quotidiano ricordo nella preghiera perchè solo il Signore può ricompensare con la sua grazia e benedizione la vostra carità.
A nome di tutte le 40 suore dela Provvidenza che operano in Africa, un grande grazie e un caro saluto
Suor Dores
Responsabile delle missioni africane